Evento regionale Anffas per la condivisione della “nuova vision”

Sabato 23 marzo 2013   si è tenuto  a Pescara un evento di livello regionale che ha coinvolto le associazioni locali socie e gli Enti a marchio Anffas per la condivisione della nuova vision Anffas onlus, sulla scia del percorso intrapreso dal livello nazionale Anffas onlus che, proprio nelle giornate a Roma del 30 novembre e 1 dicembre 2012, aveva invitato gli organismi regionali le associazioni locali a creare occasioni di confronto sul territorio coinvolgendo tutta la base associativa.

Pertanto, è stato realizzato un confronto libero e costruttivo sull’Anffas che vorremmo” e sono stati invitati a partecipare tutti coloro che, a vario titolo, operano all’interno delle associazioni locali e degli Enti a marchio Anffas dell’Abruzzo e del Molise.

In considerazione dell’importanza e della delicatezza dell’argomento, riguardante gli aspetti più profondi della nostra associazione,  una “nuova vision” che metta al centro le persone con disabilità e rafforzi la loro capacità di autodeterminazione, è stata richiesta ed ottenuta, con grandissima soddisfazione, la partecipazione in videoconferenza del nostro Presidente, Roberto Speziale.

Ha preso parte all’evento un folto pubblico (Presidenti, membri dei consigli direttivi, tecnici/collaboratori, soci, persone con disabilità e loro familiari, volontari e tirocinanti) appartenente alle associazioni  Anffas d’Abruzzo, oltre ad una rappresentanza dell’associazione Anffas onlus Campobasso.

INTRODUZIONE DELLA PRESIDENTE DI ANFFAS REGIONE ABRUZZO

Ha introdotto i lavori la Presidente di Anffas Regione Abruzzo, Maria Pia Di Sabatino, la quale ha espresso grande soddisfazione per la numerosa partecipazione ed è subito passata ad illustrare la finalità di condivisione della nuova vision di Anffas con la base associativa, in modo particolare in relazione alla necessità di  promuovere e attuare il protagonismo delle persone con disabilità.

Facendo riferimento a tutto quanto già esposto nella documentazione in precedenza trasmessa alle associazioni socie, Di Sabatino ha ripercorso le tappe fondamentali della storia di Anffas fino ad arrivare all’attuale proposta di nuova vision, sottolineando come tale trasformazione sottenda un cambiamento profondo, culturale, che parta dalla base per arrivare davvero a rendere le persone con disabilità protagoniste attive. Ecco perché, ha evidenziato la Presidente di Anffas Abruzzo, bisogna lavorare CON le persone con disabilità e non solo più per loro. Ci si è dunque soffermati sulla questione della gestione dei servizi, esigenza con cui sono nati i servizi Anffas, ma che non deve mai oscurare il compito principale della tutela dei diritti.

Un’ulteriore riflessione su come, nelle attività delle associazioni abruzzesi, si cerchi da tempo di superare l’assistenzialismo puntando davvero alla massima partecipazione ed alla vera inclusione sociale (es. dei laboratori e dei progetti che forse hanno avuto in Abruzzo la massima evoluzione con l’ “Inclusive caffè” di Anffas onlus Giulianova).

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI ANFFAS ONLUS

Si è dunque proceduto al collegamento con il Presidente di Anffas Nazionale Roberto Speziale  che ha illustrato il significato del termine “vision” come proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di un’organizzazione, sintetizzando gli obiettivi di lungo periodo che si vogliono raggiungere, definendo il futuro desiderato dall’organizzazione e il cambiamento che l’organizzazione e le persone che la costituiscono vogliono apportare al mondo.“Una nuova vision è una speranza in un futuro migliore! Noi abbiamo diritto di volerci sperare”.

Il Presidente ha rilevato come negli ultimi anni, piuttosto che avere una maggiore attenzione alle persone con disabilità c’è stata una tendenza inversa. Sicuramente ciò dipende dalla crisi, ma il problema è anche, e soprattutto, culturale. Qualcuno potrebbe chiedersi perché pensare al futuro, invece di concentrarci sulle problematiche di oggi (risorse per i nostri centri, per le attività, per gli operatori ecc.).

I nostri fondatori però non si sono preoccupati di ciò che avrebbero potuto avere nell’immediato ma di ciò che avrebbero avuto un giorno i loro figli e le altre persone con disabilità. E’ grazie a loro se oggi, anche se con grandi problemi, la situazione non è quella di 50 o 30 anni fa.

Il Presidente ha sottolineato la necessità, dopo tanti anni di sacrifici e di battaglie ed essendo la più grande associazione di famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, di  pensare insieme a come organizzarci per i prossimi 50 anni . Obiettivo ambizioso, ma sul quale noi come Anffas dobbiamo tutti insieme –famiglie e associati- ragionare per capire come vogliamo che Anffas si organizzi e cosa può fare per noi. Se troviamo un giusto percorso non sarà solo un’ Anffas che cambierà ma un’ Anffas che sarà più forte e unita.

Il Presidente si è dunque soffermato sulla differenza tra associati e  soci-utenti,  evidenziando come sia necessario essere parte attiva dell’associazione, non limitandosi ad essere soci assimilabili a quelli aderenti ad una società che ricercano il mero ritorno di un utile, ma con dedizione e partecipazione. Ognuno deve sentirsi parte attiva dell’associazione , in base alle competenze ed al tempo a disposizione. C’è bisogno di una presa di coscienza sull’importanza di una base associativa unita e partecipe. Partecipazione che deve ispirarsi a dei valori: stima reciproca, affetto, condivisione e che superi gelosie, contrapposizioni, invidie, garantendo comportamenti eticamente appropriati nei rapporti tra associati e tra associazioni.

Il Presidente ha poi richiamato come alla base della nuova vision ci sia l’obiettivo di dare il maggior protagonismo possibile e partecipazione alle persone con disabilità. Pur ammettendo le perplessità mostrate da alcuni soci sul punto, ha sottolineato l’importanza di fare l’ulteriore passo di mettere le persone con disabilità in condizione di autodeterminarsi, dopo aver duramente lavorato per portarle all’autonomia, in linea con le previsioni della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità ratificata dall’Italia nel 2009. Ha ribadito come la Convenzione ONU sia la “stella polare” del rispetto dei diritti civili e umani delle persone con disabilità e delle loro famiglie, che comporta non solo fornire alle stesse servizi, ma soprattutto il riconoscerne il protagonismo: nelle disabilità più gravi garantendo loro il rispetto dei diritti di tutti, in quanto grande famiglia di famiglie; nelle disabilità meno gravi tenendo in considerazione le loro esigenze e le loro aspirazioni. Ha evidenziato come spesso le stesse famiglie tendano a sostituirsi ai loro figli con disabilità e come invece sia necessario, nell’attenzione e tutela delle persone con ogni grado di disabilità, lavorare per permettere alle persone di essere realmente protagoniste, fornendo anche loro degli strumenti come ad esempio, il linguaggio “easy to read” (lett. “facile da leggere”) sviluppato all’interno del progetto Pathways II, uno strumento che nasce con la funzione che ha il linguaggio braille per le persone prive di vista o che hanno gli apparecchi acustici per le persone prive di udito.

“Pensare che i nostri figli possano essere protagonisti in una società che non li guardi più in modo negativo, che le famiglie possano avere strumenti per operare al meglio, che la nostra associazione funzioni è un obiettivo che dobbiamo perseguire.”

Il  Presidente Speziale ha evidenziato come, per chiedere alla società e alla politica l’inclusione e la possibilità di autodeterminarsi per le persone con disabilità, queste vadano prima messe effettivamente in pratica all’interno di Anffas stessa. Per tale cambiamento è, però, necessaria la totale condivisione con la base associativa.

Appuntamento dunque all’assemblea nazionale Anffas del mese di giugno a Trento, dove si ascolterà la base associativa per attuare un percorso democratico e partecipato.

DIBATTITO E QUESITI:

È seguito quindi un breve momento di dibattito e la raccolta di quesiti, impressioni e considerazioni da porre all’attenzione del Presidente Speziale nel successivo collegamento.

Tante ed importanti le tematiche emerse: l’autodeterminazione delle persone con disabilità; la necessità di dotarsi di strumenti e competenze per rendere le persone con disabilità più attive e protagoniste;  l’importanza di una maggiore partecipazione della base associativa e la necessità di superare l’eventuale discrepanza tra il percorso dei leader e quello della base associativa anche attraverso momenti formativi come quello odierno;  la proposta di una specifica area per le famiglie giovani c.d.“Anffas junior”; la volontà di perseguire la battaglia per la predisposizione del “ Progetto Individuale per la persona disabile” ex art. 14 Legge n. 328/00; la necessità di maggiore tutela concreta dei diritti delle persone con disabilità, la questione del “dopo di noi”…

Il Presidente Speziale ha risposto punto per punto alle richieste/considerazioni emerse.

Sintetizziamo le sue riflessioni nei punti seguenti:

  • l’operazione di rinnovamento va fatta non solo all’interno di Anffas (bisogna superare l’autoreferenzialità) ma anche all’esterno, portando la nuova posizione dell’Associazione alla società e alle istituzioni.
  • dopo la “vision”, saranno elaborati “mission” e piano d’azione. Si sottolinea il sostegno previsto dal livello nazionale alla base associativa ed altresì la necessità che le associazioni locali diano un grande sostegno alle associazioni regionali, lavorando insieme con gli associati.
  • Quanto alla richiesta della creazione di una sezione “junior”, il Presidente ha comunicato di condividerne l’importanza ed ha espresso il piacere che la richiesta venga anche questa volta dalla base, ricordando come ciò sia previsto nel documento di nuova vision;
  • Sul tema della formazione, il Presidente ha ricordato esistenza e ruolo del Centro Studi e Formazione Anffas Onlus, chiamando però il livelli regionali a organizzarsi a tal fine.
  • Sul dopo di noi: Anffas deve garantire serenità ai genitori che ne fanno parte circa il fatto che i figli, quando loro non ci saranno più o non avranno più possibilità di occuparsene, continueranno a vivere nella grande struttura Anffas, rimanendo il più possibile nel proprio territorio di appartenenza. In quest’ottica, Anffas, attraverso la Fondazione Dopo di Noi, sta preparando un bando nazionale per finanziare e sostenere (almeno in parte) le strutture per il “dopo di noi” sui territori;
  • importanza del ruolo del servizio S.A.I.? (nazionale e locale) nella raccolta delle segnalazioni e l’esistenza all’interno di Anffas Nazionale della c.d. “unità di crisi”, che vede la partecipazione anche dell’Avv. G. De Robertis e F. Marcellino (specialisti del diritto specifico per quanto riguarda i temi della disabilità), comunicando come il potenziamento di tale genere di tutela possa essere eventualmente effettuato anche a livello locale e regionale. Ciò per esigere l’applicazione delle buone Leggi che in Italia esistono, ma che spesso non vengono attuate.

Alcune foto dell’evento:

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi