“Tutti a scuola!”: il nuovo opuscolo Anffas per un sereno anno scolastico!

“Tutti a scuola! Per una scuola inclusiva anche ai tempi del Covid-19”: questo il titolo del nuovo opuscolo di Anffas realizzato grazie alla collaborazione con il gruppo scuola di Anffas Nazionale con l’obiettivo di offrire una panoramica sulle principali questioni relative all’avvio del nuovo anno scolastico, anche alla luce della attuale situazione dovuta all’emergenza sanitaria in corso ed informare e rendere consapevoli così tutti gli studenti, con particolare attenzione agli studenti con disabilità, e le loro famiglie, della ripresa inclusiva delle attività scolastiche.

All’interno del documento si parlerà, infatti, dei diritti e delle misure di sicurezza da rispettare per proteggere se stessi e gli altri, anche per dissipare le incertezze, i timori e le false informazioni che stanno girando freneticamente in questi giorni, soprattutto sui social. Al tempo stesso si vogliono avanzare, sinteticamente e in ottica assolutamente collaborativa, proposte, indicazioni e materiali operativi da utilizzare per il rientro in classe degli alunni con disabilità.

L’auspicio è che in maniera agile si possano fornire poche ma chiare coordinate per creare quel rapporto di corresponsabilità tra scuole-famiglie-alunni ed enti del territorio che possa rendere effettivamente fruibile, in condizioni di sicurezza il percorso scolastico ed educativo di tutti gli alunni, nessuno escluso.

Per consultare e/o scaricare l’Opuscolo Anffas “Tutti a scuola!” clicca qui

Ricordiamo inoltre che è anche disponibile il Prontuario per il corretto avvio dell’anno scolastico 2020/2021 per bambini/e, alunni/e, studenti/sse con disabilità, loro famiglie, insegnanti e operatori realizzato da Anffas Nazionale:  per maggiori informazioni e per consultarlo è possibile cliccare qui

Prontuario per il corretto avvio dell’anno scolastico 2020/2021 per bambini/e, alunni/e, studenti/sse con disabilità, loro famiglie, insegnanti e operatori

È disponibile online il Prontuario per il corretto avvio dell’anno scolastico 2020/2021 per bambini/e, alunni/e, studenti/sse con disabilità, loro famiglie, insegnanti e operatori realizzato da Anffas Nazionale

Da sempre Anffas è in prima linea per garantire a tutti il diritto allo studio e l’inclusione scolastica, ma oggi più che mai occorre mantenere alta l’attenzione sullo svolgimento di una corretta programmazione da parte degli Istituti scolastici, tenendo conto anche delle criticità del momento, perché l’anno scolastico inizi davvero per tutti e che per i bambini/e, alunni/e, studenti/sse con disabilità siano attivati per tempo e garantiti i necessari sostegni, sin dal primo giorno di scuola.

L’esigenza di garantire l’inclusione scolastica di tutti bambini/e, alunni/e, studenti/sse con disabilità è prioritaria, tanto da essere stata ribadita anche nell’ultima “Mozione Generale” del 3 luglio 2020 adottata dall’assemblea Nazionale Anffas, rivolta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella quale, tra l’altro, è stata chiesta “la piena, concreta e corretta attuazione della legge 107 del 2015 – “buona scuola” e dei decreti attuativi sulla riforma del sistema di inclusione scolastica” e “di garantire l’effettivo diritto alla studio degli alunni e studenti con disabilità intellettive e del neuro-sviluppo, che rappresentano oltre il 70% dell’intera popolazione scolastica con disabilità, ivi compresi i connessi servizi a carico degli enti locali in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale e sin dal primo giorno di scuola”.

Proprio per questo, Anffas Nazionale ha deciso di realizzare un ulteriore documento con cui si intende fornire alle famiglie e agli operatori un “vademecum” sulle azioni da compiere per un corretto avvio dell’anno scolastico in favore di tutti alla luce della attuale situazione emergenziale (lo stato di emergenza è attualmente dichiarato sino al 15ottobre 2020) e dell’evoluzione della riforma sulla “buona scuola”, che in queste ultime settimane sembra stia muovendo qualche piccolo passo in avanti, anche se ancora molto c’è da fare e da migliorare.

Scarica qui il Prontuario per il corretto avvio dell’anno scolastico 2020/2021

L’ASSEMBLEA NAZIONALE ANFFAS SI RIVOLGE AL PREMIER CONTE PER CHIEDERE, A GRAN VOCE, IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI, CIVILI E SOCIALI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ INTELLETTIVE E DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO E DELLE LORO FAMIGLIE

“La pandemia in atto ha messo ulteriormente in risalto problemi vecchi e nuovi, mettendo le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo ed i loro familiari in una situazione di estrema difficoltà.

Il modello dei servizi, basato su un approccio meramente protezionistico, non è stato in grado di rispondere ai reali bisogni delle persone con disabilità né minimamente di adattarsi alle nuove ed emergenti necessità, derivanti dall’emergenza sanitaria.

Le strutture associative sono state lasciate da sole a combattere la difficilissima battaglia contro la pandemia nonché nel rispondere, comunque al meglio delle proprie possibilità, alle esigenze delle proprie persone e delle proprie famiglie”.

Sono questi alcuni dei primi punti evidenziati nella mozione elaborata, approvata e firmata dall’intera Assemblea Nazionale Anffas – svoltasi il 3 luglio u.s. in modalità online – che è stata inviata questa mattina al Premier Conte a cui Anffas si è rivolta per “ribadire che non è più possibile attendere oltre rispetto alle tante criticità, aggravate dalla pandemia in atto, che si trascinano irrisolte ormai da troppo tempo”.

“La pandemia non ha fatto altro, infatti, che portare ai livelli massimi quanto Anffas da sempre denuncia, ossia che le persone con disabilità, in particolare intellettive e con disturbi del neurosviluppo, le loro famiglie e le tante associazioni e federazioni che le sostengono e supportano ogni giorno (supplendo alle mancanze delle Istituzioni competenti), sono lasciate da sole ad affrontare tutte le gravi difficoltà con cui si interfacciano”.

Il “Covid-19” ha evidenziato in maniera netta e palese un sistema che non funziona, che non è in grado di prendersi cura e carico dei cittadini con disabilità e dei loro familiari, un sistema ancorato a vecchi paradigmi e sistemi di protezione che non rispecchiano quanto indicato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che ricordiamo essere legge in Italia da più di dieci anni.

“Dopo tutto quello che le nostre persone, le nostre famiglie e le nostre associazioni hanno patito in questi lunghi mesi” dichiara Roberto Speziale – presidente nazionale di Anffas – “le famiglie sono allo stremo e le persone con disabilità stanno perfino rischiando di regredire, vanificando anni ed anni di duro lavoro; non sono più accettabili ritardi nel dare concreta attuazione alle tante leggi che Anffas ha contribuito a far emanare e non si può consentire che, ai vari livelli, ci sia addirittura un minimo parziale utilizzo, se non addirittura cattivo utilizzo, delle risorse (poche) che con grande impegno e fatica si riesce comunque a far allocare sui vari fondi e capitoli di spesa: le persone con disabilità ed i loro familiari, anche nel momento di massima emergenza sanitaria, sono stati completamente abbandonati. Per questo l’Assemblea Nazionale Anffas ha lanciato un forte appello affinché questa situazione non abbia mai più a ripetersi, tenendo conto anche della situazione di imprevedibilità ed incertezza dovuta all’andamento del virus”.

“Le persone con disabilità sono cittadini a tutti gli effetti e hanno gli stessi diritti degli altri, anzi, proprio grazie alla Convenzione ONU, devono essere ancora più tutelate e poste in condizioni effettive di pari opportunità. Con questa mozione Anffas Tutta chiede quindi al Presidente del Consiglio, anche alla luce del fatto che ha mantenuto su di sé la delega alla disabilità, di farsi garante in merito alla concreta ed omogena attuazione delle tante, tantissime leggi, troppo spesso in larga parte inapplicate”.


“Nella mozione tra l’altro Anffas chiede che: si metta finalmente mano all’emanazione dei LEP (Livelli essenziali degli interventi e delle prestazioni sociali), con un apposito finanziamento statale di almeno 5 miliardi a cui si aggiunge altrettanta somma già in atto messa a disposizione da Regioni ed Enti Locali; si provveda all’innalzamento delle indennità e delle pensioni per le tutte le persone con disabilità, tali da superare almeno la soglia di povertà; si adotti urgentemente una legge che riconosca e sostenga il ruolo dei caregiver familiari; si predisponga un’apposita legge che abroghi gli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione, previo rafforzamento della legge sull’amministrazione di sostegno; si adotti un nuovo sistema di riconoscimento e valutazione e definizione di disabilità e di persona con disabilità (abrogando ogni altra obsoleta dicitura); si provveda a realizzare una idonea rete di infrastrutturazione sociale e norme atte a sostenere il diritto delle persone con disabilità ad ottenere il proprio progetto individuale e personalizzato di vita ed il proprio “budget di progetto/salute”; si provveda a garantire anche alle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo il diritto al voto supportato in cabina ed i giusti sostegni nei processi decisionali, anche supportati, nonché informazioni accessibili in formato facile da leggere e da capire”.

“Queste sono solo alcune delle richieste contenute nella mozione assembleare di Anffas. Un libro dei sogni? Forse si, ma solo se chi governa vuole continuare a consentire che le tante leggi che abbiamo citato possano continuare ad essere, ai vari livelli, ignorate, non applicate o applicate male; solo se si vuole continuare ad emarginare, segregare e negare diritti, mentre si proclama il contrario; solo se non si vuole fare tesoro della terribile esperienza che milioni di cittadini con disabilità e non autosufficienti hanno vissuto e stanno vivendo”.

Per questo l’auspicio di Anffas è che le “richieste non cadano nel vuoto o restino su carta perché le leggi a cui fanno riferimento sono reali e perché reali sono le persone con disabilità, le loro famiglie, gli operatori, le associazioni”.

“Siamo fiduciosi, auspichiamo che il nostro appello venga ascoltato e siamo sempre pronti e disponibili, come abbiamo sempre fatto nei nostri ormai 62 anni di vita associativa, a fornire in tutte le sedi ed a tutti i livelli la nostra massima collaborazione”.

“Allo stesso tempo però” conclude il presidente “siamo anche pronti a lottare in caso non vedessimo cambiamenti, perché delle parole e delle promesse non ce ne facciamo più nulla, non siamo più disposti ad aspettare e a vedere soffrire le nostre persone e le nostre famiglie e perché, come già ribadito in occasione della nostra Assemblea Nazionale, è necessario fare “prove di futuro” di un futuro che non si limiti a ripristinare la situazione ante-pandemia ma che contribuisca a costruire un nuovo welfare partendo da un modello di sviluppo equo, inclusivo e sostenibile, così come indicato anche dalle Nazioni Unite negli Obiettivi 2030 e dove finalmente i diritti delle persone con disabilità ed i connessi servizi siano resi, a tutti i livelli, concretamente esigibili e considerati a tutti gli effetti livelli di intervento e servizi essenziali inderogabili da garantire in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale”.

La mozione inviata al Premier Conte è disponibile qui.

L’appello delle famiglie Anffas: “I caregiver non possono più aspettare!”

Le 14.000 famiglie associate ad Anffas, che da sempre si battono per vedere riconosciuta ed adeguatamente sostenuta la figura del caregiver familiare, auspicano che il Parlamento approvi al più presto una apposita legge in merito.
 

A tal fine Anffas ha depositato presso la 11^ Commissione del Senato un proprio articolato testo emendativo (in linea con analoghe proposte di Fish e Forum del Terzo Settore), i cui punti ritenuti maggiormente qualificanti sono:

  • – il ribadire che il caregiver familiare non sostituisce gli interventi, le prestazioni ed i servizi di cui può essere beneficiaria la persona assistita, ma li integra e li valorizza nell’ottica di una proficua collaborazione tra i diversi soggetti, a vario titolo coinvolti;
     
  • – il contribuire a costruire un contesto inclusivo e solidale, dove al centro ci sia sempre la persona, perseguendone la migliore qualità di vita possibile nel rispetto del proprio progetto individuale di vita; 
     
  • – il chiarire che il mettersi a disposizione per l’attività di cura da parte del caregiver deve rappresentare una scelta volontaria per concorrere, all’interno di una serie integrata di servizi, al percorso di vita della persona di cui si prende cura e carico e con l’assenso di quest’ultima;
     
  • – la necessità di intervenire verso quei caregiver, in genere donne, che hanno svolto, nella loro vita, attività di cura soprattutto in un percorso di lunga assistenza, ma senza alcun concreto riconoscimento e supporto;
     
  • – il riconoscere il lavoro di cura prestato, garantendo anche una specifica tutela pensionistica previdenziale;
     
  • – il prevedere la possibilità di optare, in alternativa, per la corresponsione di un’indennità economica;
     
  • – il prevedere la tutela della salute e dell’equilibrio psico-fisico del caregiver, garantendo la possibilità di avere propri spazi, proprie necessità ed una propria vita.

Si deve prendere atto che non si può più attendere ulteriormente per avere una legge sui caregiver familiari, visto che anche durantel’attuale pandemia le famiglie delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e non autosufficienti sono state lasciate da sole ad affrontare un carico spesso molto al di là delle loro stesse forze. Ciò a causa della totale mancanza di una adeguata rete di servizi e sostegni.
 

Si tratta, in buona sostanza, di mettere in atto una serie diversificata di soluzioni che vada dall’accesso ai servizi di sollievo appositamente dedicati ai caregiver, al riconoscimento economico e previdenziale soprattutto delle mamme che hanno dovuto, loro malgrado, abbandonare il lavoro per dedicare la loro vita ai propri cari con gravi disabilità, alla previsione ancora di sistemi assicurativi volti a garantire sia il caregiver che la persona con disabilità ed  alla costruzione e sostegno di risorse informali che i territori possono attivare e promuovere, anche grazie all’attivo coinvolgimento degli enti del terzo settore e delle reti di volontariato.
 

In questa direzione, con spirito collaborativo e propositivo, va la proposta di Anffas, la più grande associazione italiana di familiari delle persone con disabilità (caregiver da sempre), che non può, e speriamo non rimanga, restare inascoltata.

Area Relazioni Istituzionali, Advocacy e Comunicazione Anffas Nazionale
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Covid-19: Il diritto all’inclusione scolastica per gli alunni e studenti con disabilità per l’A.S. 2020/21

Dopo il successo delle prime tre edizioni dedicate all’inclusione scolastica, Anffas Nazionale, in collaborazione con il Consorzio “La rosa blu”, quest’anno organizza un nuovo corso di formazione online dal titolo “Covid-19: L’inclusione scolastica per gli alunni e studenti con disabilità per l’A.S. 2020/21“.

La sospensione delle attività didattiche in presenza durante l’emergenza del Coronavirus ha messo in evidenza una serie di criticità latenti nel nostro sistema di inclusione scolastica, che porta ad interrogarsi sui mezzi, sulle possibilità e sulle azioni di sistema che si stanno e possono essere messe in campo durante questa fase estiva per arrivare preparati all’avvio del primo giorno del prossimo anno scolastico 2020/2021, in maniera tale che quel giorno “la campanella suoni per tutti”, senza ritardi o situazioni anomale per gli alunni che presentano bisogni speciali, con particolare riguardo agli alunni con disabilità.

La lettura delle norme, l’analisi dei contesti e le proposte dettate dall’esperienza pluriennale e variegata dei relatori del corso vogliono contribuire in maniera concreta, efficace e diretta ad accompagnare i destinatari lungo tale percorso.

Il corso ha l’obiettivo di fornire stimoli e competenze affinché il personale scolastico individui idonee soluzioni personalizzate in riferimento all’alunno con bisogni educativi speciali ed ai contesti che lo stesso si trova a vivere, creando un ambiente di apprendimento e di sviluppo personale inclusivo.Anffas Nazionale è riconosciuta quale ente accreditato e qualificato presso il MIUR quale soggetto che offre formazione per lo sviluppo delle competenze del personale del comparto scuola secondo la direttiva 170 del 2016. I docenti di ruolo che intendono usufruire di tale accreditamento dovranno obbligatoriamente iscriversi all’evento tramite la piattaforma Sofia (ID Iniziativa: 46118 – ID edizione: 67445) e potranno utilizzare per il pagamento del contributo economico del corso la “Carta del Docente“.

Il corso, della durata di 20 ore, si dividerà in due parti formative:

  • 16 ore in modalità FAD (formazione a distanza – online)
  • 4 ore in modalità live attraverso la partecipazione al webinar del 27 luglio dalle ore 14:00 alle ore 18:00.

Sarà possibile accedere alla piattaforma 24 ore su 24 da qualsiasi dispositivo mobile (pc, tabtlet e smartphone) e scaricare il materiale didattico visualizzato durante le video lezioni che potranno essere visualizzate anche più volte ma non salvate.

ISCRIZIONI:

Termine ultimo del periodo di iscrizione: 23 luglio 2020

Periodo di fruibilità del corso: dal 16 luglio al 31 agosto 2020

Per i docenti di ruolo:

Modalità di iscrizione: esclusivamente effettuando l’accesso dalla piattaforma SOFIAhttp://sofia.istruzione.it/

Quota di partecipazione: 90,00 euro (Iva Inclusa)

Per tale corso è previsto l’utilizzo della Carta del Docente che consente di generare buoni di spesa per l’acquisto dei beni o servizi offerti dagli esercenti o enti di formazione registrati o in alternativa, qualora non si volesse utilizzare la Carte del Docente, si potrà procedere tramite Bonifico Bancario e si riceveranno tutti i dettagli via e-mail una volta effettuata l’iscrizione.

Per tutti gli altri partecipanti (docenti non di ruolo, familiari, ecc.):

Modalità di iscrizione: è possibile effettuare l’iscrizione esclusivamente tramite la piattaforma di formazione Anffashttps://formazioneanffas.it/courses/course/public?id=200

Quota di partecipazione: 90,00 euro (Iva Inclusa)

Consulta qui la locandina

Per maggiori informazioni è possibile contattare vi e-mail il seguente indirizzo consorzio@anffas.net

Assemblea Nazionale Anffas 2020 – “Anffas prove di futuro”: ri-partiamo da qui!

L’esperienza vissuta in questi mesi dalle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e dai loro familiari è stata terribile ed indicibili sono le difficoltà che le stesse si sono viste costrette, loro malgrado, ad affrontare. Attività scolastiche sospese, attività dei centri diurni sospese, centri residenziali blindati che hanno reso impossibile ogni contatto da parte dei familiari e dall’esterno, servizi alternativi e compensativi inesistenti, attività di supporto carenti, collaborazione da parte delle istituzioni e pubbliche amministrazioni non sempre all’altezza delle attese.

Anche Anffas ha pianto i propri morti: persone con disabilità, dirigenti, familiari e operatori a cui l’assemblea ha tributato in apertura il proprio commosso ricordo, stringendosi alle famiglie colpite. Si potrebbe affermare che è solo per mera fortuna che le strutture residenziali e semiresidenziali gestite da Anffas siano state semplicemente sfiorate dalla tragedia rispetto ad altre analoghe strutture, così come riportato dalla cronaca, mentre è evidente come l’elemento della presenza diretta nella compagine gestionale e associativa delle famiglie interessate abbia contribuito, unitamente ad operatori esperti e altamente motivati, ad evitare il peggio. Infatti nei suoi 62 anni di vita Anffas ha sempre contrastato ogni forma ed ogni tipologia di strutture e servizi segreganti ed istituzionalizzanti gestiti a fini di lucro da soggetti privati ove a prevalere è inevitabilmente l’elemento meramente economico. Per Anffas, infatti, è la persona al centro, come recita il suo slogan, e questo significa che tutto ciò che si progetta, si attua e realizza deve vedere quale primario obiettivo il perseguimento della migliore qualità di vita possibile delle persone destinatarie, anche quando questo non possa più essere garantito presso il proprio domicilio o nucleo familiare d’origine, e il rispetto della loro dignità.

Questa particolare attenzione, le caratteristiche organizzative e strutturali, le tempestive attività di prevenzione e tutela della salute, hanno fatto si che sia le persone con disabilità che i loro straordinari operatori presenti nei centri Anffas, siano stati maggiormente protetti dal contagio. Allo stesso tempo anche quando si sono verificati casi di contagio sono state garantite le adeguate cure, sia all’interno dei centri che in presenza di eventuali ricoveri ospedalieri e post ricovero: a tal fine preziose sono risultate le apposite linee guida predisposte dall’Unità di Crisi di Anffas Nazionale recepite anche da numerosi altri soggetti pubblici e privati. 

Come reso evidente nelle varie relazioni ed interventi susseguitisi in assemblea, sono state altresì fornite e garantite alle persone con disabilità e alle famiglie, formazione, informazioni e supporto, anche di tipo psicologico o di sostegno con attività a distanza o domiciliari o nelle più svariate forme consentite dalle cogenti prescrizioni sanitarie. 

Il Covid-19 ha fatto emergere vecchie e nuove criticità e ha lasciato alle persone con disabilità e alle loro famiglie l’amara consapevolezza che le loro vite siano state considerate in alcuni momenti come di minor valore o sacrificabili.

Allo stesso tempo, chi ne aveva responsabilità non si è reso conto che per le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo restare confinate nelle quattro mura domestiche senza neppure poter fare una semplice passeggiata nei dintorni della propria abitazione è stata una condizione insostenibile che ha rischiato di determinare vere e proprie situazioni di emergenza dal punto di vista comportamentale e della stessa convivenza all’interno del nucleo familiare tra le persone con disabilità stesse e i loro caregiver: parliamo di momenti in cui anche sui mass media si dava più risalto alla necessità di garantire ai proprietari di animali domestici di poter uscire dalle loro abitazioni piuttosto che di occuparsi delle drammatiche situazioni che vivevano le nostre persone e le nostre famiglie. 

In questo quadro, emerso in tutta la sua drammatica rappresentazione dai vari interventi che si sono susseguiti nel corso dei lavori dell’annuale assemblea Anffas, è apparso evidente come a fare la differenza sia stata l’attivazione della Rete Anffas che, anche grazie alla stragrande maggioranza dei propri operatori, è riuscita a restare accanto, nelle forme più svariate, alle persone con disabilità e alle loro famiglie, senza lasciare da solo o indietro nessuno, un segno, questo, dell’importanza per le famiglie di associarsi e di far parte di reti organizzate sia a livello locale che regionale e nazionale. Condizione questa che ha caratterizzato in positivo l’intero movimento del Terzo Settore italiano di cui Anffas è parte integrante e propositiva.

Altro fondamentale valore aggiunto che le iniziative Anffas hanno apportato è stato quello di aver contribuito a denunciare con tempestività la drammatica situazione ai vari livelli e pubblicamente, riuscendo ad attirarne in qualche modo l’attenzione e ad ottenere provvedimenti mirati.

Unitamente a questo, attraverso la propria Unità di Crisi appositamente costituita, Anffas ha provveduto a predisporre utili e pratiche indicazioni, soluzioni operative, proposte normative, e questo non già a solo vantaggio degli associati Anffas ma, anche attraverso la Fish, per la generalità delle persone con disabilità e non autosufficienti, con particolare riferimento a quelle con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e dei loro familiari.

Fatte queste premesse, il presidente nazionale Anffas Roberto Speziale, nel proprio intervento di apertura ha ribadito come, pur nella drammatica situazione che tutti quanti siamo stati costretti a vivere (e che non è detto che si possa considerare finita): “Con questa assemblea dobbiamo dare un segnale positivo e di speranza. Il nostro slogan deve diventare “Anffas prove di futuro”, un futuro che non si limiti a ripristinare la situazione ante-pandemia ma che contribuisca a costruire un nuovo modello di sviluppo inclusivo ed equo, dove finalmente i diritti delle persone con disabilità ed i connessi servizi siano resi a tutti i livelli concretamente esigibili e considerati a tutti gli effetti livelli di intervento e servizi essenziali inderogabili da garantire in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale”.

Non vi è dubbio che tutti gli indicatori ci portino a prevedere per il futuro a breve, medio e lungo termine, difficoltà di ogni tipo sia dal punto di vista sanitario, economico che sociale. La tenuta dei servizi, la salvaguardia dei livelli occupazionali, la qualità delle prestazioni saranno messe a durissima prova, motivo questo per cui Anffas deve ancor di più serrare le proprie fila e, come già ha ottimamente dimostrato nel momento di massima emergenza, tenere come propria stella polare “la persona al centro”. Per fare questo sarà sempre più necessario non solo rafforzare un lavoro di rete sia all’interno di Anffas che con Fish e il Forum del Terzo Settore, ma anche con tutte le altre reti con cui Anffas si relaziona, ivi compreso il livello europeo ed internazionale (citiamo per esempio il recente ingresso di Anffas, con la consigliera nazionale Maria Cristina Schiratti, nel Board di Inclusion Europe) ma anche una rinnovata e più forte alleanza con lo Stato e le sue articolazioni territoriali, dando piena attuazione al principio costituzionalmente garantito della sussidiarietà orizzontale ed utilizzando gli strumenti della co-programmazione e co-progettazione quale nuova modalità qualificante nella costruzione di un rapporto sinergico tra gli enti di terzo settore e le pubbliche amministrazioni nel perseguimento del bene comune, coesione e solidarietà sociale e attività di interesse generale. Il tutto per garantire ad ogni cittadino di avere parità di diritti ed opportunità.

Gli oltre 180 partecipanti all’assemblea online, non solo si sono pienamente ed unanimemente  riconosciuti su tale visione ma hanno anche richiesto che tutto questo venga tradotto in una apposita mozione assembleare che richiami quella già adottata in occasione della precedente assemblea che aveva dato vita ad una mobilitazione permanente per l’ottenimento di tutti i diritti sanciti dalle vigenti normative e che metta ulteriormente in risalto le ormai croniche carenze registrate da taluni sistemi regionali nel dare compiuta attuazione a tali normative sui vari territori ed a rendere esigibili i discendenti diritti. Al primo punto di tale mozione Anffas ha deciso di porre la richiesta di addivenire alla unica e definitiva adozione a tutti i livelli della definizione “persona con disabilità” così come sancito anche dalla Convenzione ONU, non già come mero esercizio semantico ma per porre ulteriormente l’attenzione sul concetto di persona anziché sulla diversità. A tal fine Anffas lancerà anche una campagna nazionale per modificare le scritte sui mezzi di trasporto dedicati alle persone con disabilità anche per contrastarne lo stigma sociale che da ciò ne deriva.

Ulteriore particolare attenzione è stata richiesta dai delegati delle Anffas di tutta Italia al livello nazionale sui temi della urgente necessità di arrivare alla emanazione degli interventi e delle prestazioni sociali (LEP), aggiornamento dei LEA, adozione di una apposita legge sul riconoscimento e sostegno alla figura del caregiver familiare, all’adeguamento generalizzato delle indennità pensionistiche e provvidenze economiche e agevolazioni per le persone con disabilità e i loro familiari. 

Sul fronte dei servizi particolare preoccupazione è stata espressa relativamente al mancato adeguamento (in alcuni casi ultradecennale ritardo) del sistema di remunerazione delle prestazioni con conseguenti gravi sofferenze per i servizi stessi, nonché per il mantenimento degli elevati livelli di qualità necessari a garantire la migliore qualità di vita possibile alle persone destinatarie di tali servizi e dei connessi livelli occupazionali. 

Insostenibile ormai risulta anche l’onere posto a carico delle famiglie in termini di compartecipazione al costo o di acquisto sul mercato di prestazioni che invece dovrebbero essere garantite dal sistema pubblico. 

In tale ottica il progetto individuale e personalizzato espressamente previsto dall’art.14 della L. 328/2000 resta, come sancito da numerose sentenze, lo strumento più idoneo a garantire che ogni persona con disabilità possa vedere realizzato un Progetto di Vita partendo dai propri desideri, dalle proprie aspettative e preferenze e sancendo come un proprio diritto inderogabile quello di ricevere tutti i necessari supporti e sostegni indicati nel progetto stesso e finanziati attraverso un budget di progetto anch’esso individuale. 

La valutazione multidimensionale in approccio multiprofessionalecon il diretto e pieno protagonismo della persona con disabilità e/o di chi la rappresenta, deve  essere garantita attraverso una nuova e capillare infrastruttrazione sociale che superi e sostituisca le vigenti inidonee unità di valutazione nelle loro attuali e diverse articolazioni e denominazioni e connessi strumenti utilizzati, quale momento partecipato per dare concreta attuazione ai nuovi paradigmi introdotti dalla CRPD, dal modello bio-psico-sociale e dalla verifica degli esiti dei sostegni erogati in termini di miglioramento dei vari domini della qualità di vita così come definiti a livello internazionale. 

Le relazioni che ci sono state nel corso dei lavori assembleari da parte dei componenti dello staff della sede nazionale sui vari temi ed aspetti sopra descritti, hanno fornito all’intera base associativa la plastica rappresentazione di come Anffas sia strategicamente posizionata ed organizzata per contribuire a dare concreta attuazione a tutto quanto sopra descritto. 

Allo stesso tempo Anffas Tutta ha ribadito la necessità di garantire alle stesse persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, adeguatamente supportate, di poter essere sempre più direttamente protagoniste dei vari contesti di loro riferimento, ivi compreso quello associativo ed anche a tal fine è stato annunciato il rafforzamento e il rilancio della Piattaforma Italiana Autorappresentanti in Movimento, potenziando con nuovi gruppi i 15 già operanti e collegandoli anche alla piattaforma europea EPSA.

Inoltre, l’assemblea ha preso atto con soddisfazione del progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (per l’annualità 2018 a valere sul Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore di cui all’art.72 del decreto legislativo n.117/2017) “Liberi di scegliere… dove e con chi vivere”, che si prefigge di contribuire a dare piena attuazione alla Legge 112/2016 “Durante e Dopo di Noi”, anche implementando il sistema informatico di valutazione multidimensionale per la redazione del progetto individuale denominata Matrice Ecologica e dei Sostegni.

È stata anche presentata all’assemblea la nuova piattaforma nazionale per la gestione delle attività e degli eventi formativi ideata e gestita dal Consorzio La Rosa Blu di Anffas che concorrerà a garantire sia all’interno che all’esterno della rete Anffas – anche grazie alle certificazioni ECM, Ordine Assistenti Sociali e MIUR – momenti formativi di alta competenza e qualità, così da poter sempre più disporre a vantaggio delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e loro familiari, di figure professionali in possesso di adeguate conoscenze nei vari campi di intervento. 

Particolare attenzione è stata posta infine anche allo stato dell’arte dell’avanzamento della Riforma del Terzo Settore e ai connessi adempimenti che configurano Anffas quale Rete Associativa, la propria Fondazione Dopo di Noi quale ente filantropico e il proprio Consorzio quale soggetto di supporto per le attività formative e gestionali.

In tale ottica, a livello di aderenti alla Rete, ruolo sempre più centrale assumeranno gli organismi regionali mentre le strutture associative locali vedranno sempre più separate le proprie attività tra quelle più prettamente di natura associativa rispetto a quelle più legate alle gestione di servizi attraverso la conferma o la costituzione ex novo di appositi enti gestori sempre nel novero degli enti del Terzo Settore, ed anche essi entreranno a pieno titolo a far parte della nuova Rete Anffas così come configurata in esito alla Riforma del Terzo Settore. 

In tale contesto l’assemblea ha salutato con grande piacere l’ingresso nella compagine associativa dell’associazione “Anffas per loro” di Perugia, un’autentica new entry per Anffas su tutto il territorio della regione Umbria insieme al Comitato Promotore operante su Terni.

Considerate anche le difficoltà di ogni tipo che in futuro si dovranno affrontare, anche di tipo economico, l’assemblea, unitamente all’approvazione del bilancio 2019, ha accolto con particolare favore l’illustrazione dell’iniziativa della campagna nazionale avviata per sostenere lasciti, donazioni, erogazioni liberali a favore del sostegno delle attività e dei progetti delle strutture associative Anffas del territorio posta in essere in favore delle persone con disabilità e dei loro familiari, nonché apposite iniziative e linee guida per cogliere al meglio l’opportunità offerta dalle scelte di destinazione del 5×1000 effettuate dai singoli cittadini in favore dell’Anffas di proprio riferimento.

L’assemblea si è quindi conclusa ribadendo che “Il nostro essere Anffas ci può far affermare che ci saremo, l’uno accanto all’altro, pronti per intervenire e per aiutare, non solo Anffas ma tutti, in modo che le prove di futuro auspicate dall’assemblea stessa diventino via via sempre più concrete e solide realtà”.

Gli atti dei lavori dell’Assemblea sono disponibili di seguito:

Programma dei lavori

Percorso di adeguamento ed attuazione della Riforma del Terzo Settore – intervento dell’avv. Gianfranco de Robertis, consulente legale Anffas Nazionale

Illustrazione provvedimenti e norme – periodo emergenza Covid-19 – intervento dell’avv. Gianfranco de Robertis, consulente legale Anffas Nazionale

Nuovo portale formativo, piano formativo ed eventi e attività di rilievo del Consorzio La Rosa Blu – interventi del dott. Antonio Caserta, direttore del Consorzio, di Giulia Cascio e della dott.ssa Renée Mortellaro 

Social Media e 5X1000: dati sul sito istituzionale di Anffas e illustrazione del progetto sul 5X1000 – intervento della dott.ssa Miriam Prete

Attività di comunicazione, ufficio stampa e aggiornamento sito web e attività di livello internazionale – intervento della dott.ssa Daniela Cannistraci

Restituzione del censimento delle strutture associative Anffas – intervento della dott.ssa Miriam Prete

Andamento e prospettive dello Sportello SAI? di Anffas Nazionale – intervento dell’avv. Alessia Maria Gatto, consulente legale Anffas Nazionale

Piattaforma Italiana Autorappresentanti in Movimento: il futuro di Anffas – intervento della dott.ssa Daniela Cannistraci

Progetto “Liberi di scegliere… dove e con chi vivere” – intervento della dott.ssa Roberta Speziale e della dott.ssa Lucia Piscioneri

Risultati della consultazione sulla Legge 112/2016 – intervento dell’avv. Alessia Maria Gatto consulente legale Anffas Nazionale

Intervento del presidente della Fondazione Nazionale Dopo di Noi Anffas, Emilio Rota

http://www.anffas.net/it/news/14318/assemblea-nazionale-anffas-2020/

Profili di responsabilità nella gestione di attività e servizi per persone con disabilità da parte di enti del terzo settore durante l’emergenza Covid- 19

A seguito dei precedenti contributi e in considerazione del fatto che oggi molti servizi ed attività, prima sospesi, stanno riprendendo le proprie attività, l’Unità di Crisi Covid-19 di Anffas Nazionale ha ritenuto opportuno e necessario realizzare un nuovo documento volto ad analizzare e comprendere quali implicazioni, anche in punto di responsabilità civile, penale ed amministrativa, possono generarsi appunto dalla ripresa in questione.

Questa nuova pubblicazione dedica quindi uno specifico approfondimento rispetto al complessivo tema delle responsabilità che generalmente ricadono sui legali rappresentanti, amministratori, dirigenti e preposti delle associazioni, riconosciute e non, e degli altri enti di terzo settore, con un particolare focus sugli aspetti legati alle ulteriori responsabilità inerenti l’emergenza sanitaria da COVID-19.

Nello specifico vengono esaminate responsabilità penale, responsabilità amministrativa ex d.lgs. n. 231/2001, assicurazione inail ed eventuale responsabilità civile del datore di lavoro, responsabilità civile. Chiudono il documento 7 tabelle che riguardano il reato di pericolo e reato di danno, il delitto doloso e delitto colposo, i reati e sanzioni, la delega di funzioni, la copertura dell’assicurazione Inail, la responsabilità civile e il DVR, più una tabella finale riepilogativa su Responsabilità nei confronti di lavoratori, persone con disabilità e terzi in relazione all’epidemia da COVID-1. 

Il documento è qui disponibile.

Tutti i documenti dell’Unità di Crisi di Anffas Nazionale sono disponibili a questo link

L’inclusione scolastica ai tempi del COVID19: da Anffas Nazionale una sezione dedicata alla DAD

Grazie ad una nuova collaborazione tra Anffas Nazionale ed il Ministero dell’Istruzione sono disponibili – in una nuova sezione del sito di Anffas – materiali e risorse accessibili volti a consentire agli alunni e studenti con disabilità ed ai loro insegnanti di poter effettuare la prevista attività di didattica a distanza: in questo periodo infatti è importante non dimenticare che il diritto all’istruzione è di tutti gli studenti, anche e soprattutto degli studenti e degli alunni con disabilità che in questi mesi sono stati strappati dalla loro quotidianità scolastica, rischiando di perdere tutti i progressi e gli obiettivi raggiunti. 

La pagina con tutti i materiali è disponibile cliccando qui ed è costantemente aggiornata. 

http://www.anffas.net/it/news/14228/linclusione-scolastica-ai-tempi-del-covid19-da-anffas-nazionale-una-sezione-dedicata-alla-dad/

Emergenza Covid-19: Tabella ricognitiva delle norme più significative sulla disabilità contenute nel DL Rilancio

Allo scopo di continuare ad essere vicina alle persone con disabilità e ai loro familiari, tentando anche di dare voce alle loro necessità e alle loro proposte, come già sperimentato per il Decreto “Cura Italia”, Anffas Nazionale, attraverso alcuni suoi esperti dell’Unità di Crisi Covid-19, ha deciso di elaborare una semplice tabella di facile lettura per rendere maggiormente comprensibile alle famiglie, alle strutture e a chiunque altro questo nuovo c.d. “Decreto Rilancio” (Decreto Legge 19 maggio 2020 n. 34). 

L’attenzione in tale documento è stata posta nell’individuare le norme che più hanno diretta attinenza alle esigenze: 

  1. delle persone con disabilità
  2. dei genitori e dei familiari delle persone con disabilità
  3. dei servizi in favore delle persone con disabilità
  4. degli enti che erogano servizi in favore delle persone con disabilità.

Per ciascuna norma sono state riportate la relazione illustrativa del Governo e di seguito le note elaborate da Anffas.

Per consultare e/o scaricare la tabella riepilogativa sul DL Rilancio clicca qui

Per consultare tutti i documenti prodotti dall’Unità di Crisi Covid-19 è possibile visitare la sezione dedicata cliccando qui